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OSTEOPATIA E ALLATTAMENTO

UN AIUTO ALLE NEOMAMME

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La quasi totalità delle donne è in grado di allattare la propria creatura al seno. Tuttavia, di frequente, si tratta di una cosa tutt’altro che semplice, un percorso in salita che, a causa della cattiva informazione, dello scarso supporto offerto alle donne dopo il parto e della loro fragilità dovuta al grande evento appena trascorso, sfocia nell’abbandono dell’allattamento al seno a favore della formula in biberon. L’osteopatia sostiene l’allattamento al seno secondo le direttive dell’OMS. Oltre ai benefici noti per la mamma e per il bambino, dal punto di vista osteopatico, una suzione armonica o coordinata del neonato effettua una naturale decompressione del suo cranio che permette di cancellare eventuali traumi da parto da esso riportati. L’osteopatia, in generale, è in grado di offrire un supporto concreto alla donna in primis (per approfondire si legga l’articolo “Osteopatia: un valido aiuto per le neomamme”) ma anche all’allattamento, sia dal punto di vista della madre che del bambino.

La suzione è uno schema motorio primario di cui è già provvisto il bambino al momento della sua nascita. Essa richiede la coordinazione fine di tutti i muscoli della bocca della lingua. Per far uscire il latte materno il neonato deve creare un depressione all’interno della bocca e, contemporaneamente, con la lingua, spremere il capezzolo della mamma contro il palato. Non sempre però il neonato riesce ad attaccarsi al seno facilmente e, a volte, non riesce a coordinare bene i muscoli della lingua che gli consentirebbero di suggere correttamente.

Analizziamo le possibili cause di un allattamento difficoltoso.

Spesso purtroppo un travaglio particolarmente lungo o al contrario un parto precipitoso o ancora distocico oppure a causa di un mal posizionamento del feto nell’utero materno, possono generarsi delle disfunzioni che rendono difficoltoso l’attacco al seno per il bambino. Il neonato può presentare ad esempio il torcicollo miogeno, una patologia a carico delle vertebre cervicali e dorsali che non gli consente di orientare agevolmente la testa verso il capezzolo della madre. Ciò si verificherà, come intuibile, per uno dei due seni in particolare. Attraverso trattamenti delicati nella zona cranio sacrale, un osteopata pediatrico può agire affinché venga ripristinata una corretta postura cranio cervicale per far sì che il bambino possa ruotare la testa senza fastidi. In altri casi invece la causa va ricercata in una errata coordinazione della muscolatura periorale; generata dalla compressione del nervo ipoglosso che comanda i muscoli della suzione. Esso infatti per coordinare la muscolatura deve fuoriuscire dal cranio e attraversare il canale osseo sottostante i condili e l’osso occipitale. Quest’ultimo chiude posteriormente il cranio e alla nascita non è del tutto ossificato (infatti è formato da 4 parti con congiunzioni cartilaginee) per cui è vulnerabile alle compressioni dapprima durante la fase di ingaggio della testa nel bacino della madre e successivamente durante la fase di espulsione. Tali costrizioni possono causare un vero e proprio intrappolamento del nervo ipoglosso all’interno del canale stesso. Ciò comprometterà l’invio di informazioni dal Sistema Nervoso ai muscoli della lingua e, di conseguenza, la suzione sarà soggetta ad una disfunzione. Il bambino, per istinto, proverà a suggere dal seno materno ma, non riuscendoci, cercherà di spremere il capezzolo con i mascellari; ne conseguirà che il capezzolo verrà tagliato e la madre soffrirà di ragadi. Questo verrà vissuto dalla madri, non consapevoli dei “problemi strutturali” del proprio bambino, come un fallimento ed esse si sentiranno inadeguate all’allattamento. In situazioni del genere, con l’aiuto di un osteopata è possibile risolvere gli inconvenienti in cui è incorso il neonato ed avviarlo ad un prezioso percorso di allattamento al seno in tutta serenità. I trattamenti di osteopatia pediatrica, infatti, permettono di liberare il passaggio del nervo ipoglosso al fine di avere un suo corretto funzionamento. Il neonato sarà in grado di coordinare al meglio i muscoli e di poppare nel modo più funzionale. Come intuibile in situazioni come quelle appena descritte è indispensabile agire in maniera tempestiva, per ripristinare immediatamente la naturalità dell’allattamento. Per agevolare ulteriormente le manovre di decompressione durante il trattamento anche i genitori possono prendere parte attivamente accarezzando in tutte le direzioni la testa del loro piccolo (tranne da davanti verso dietro poiché ciò peggiorerebbe la compressione occipitale).

In caso di disfunzioni strutturali del neonato, solitamente, si verifica almeno uno di questi inconvenienti: rifiuto totale o volontà di attaccarsi ad un solo seno, agitazione e pianto durante la poppata oppure, al contrario, letargia da parte del piccolo; dolore o ragadi ai capezzoli per la madre. L’ausilio che un osteopata può offrire alla risoluzione dei problemi descritti sopra è fondamentale. Egli può intervenire a livello cranio-sacrale per aiutare il neonato a risolvere eventuali traumi da parto che gli impediscono di suggere correttamente e serenamente, inoltre, può intervenire efficacemente sulla madre che magari ha riportato traumi intercostali, o di altra natura, sempre a causa del parto.

L’esperimento del SOMA.

Uno studio condotto dall’istituto di Osteopatia Milano – SOMA ha preso in esame 11 neonati nati dopo la 37° settimana di gestazione e aventi tra i 5 e i 40 giorni di vita. Un’ostetrica è stata chiamata a valutare alcuni parametri di riferimento relativi alla pratica dell’allattamento al seno: la posizione del neonato durante la poppata, le sue reazioni, l’empatia tra esso e la madre, l’anatomia del seno materno, la suzione e l’anatomia del piccolo. Si è riscontrato che il 100% dei neonati presentava schiocchi durante la suzione, il 90,9% era irrequieto e piangente, il 72,7% aveva una postura disarmonica. In seconda battuta si è proceduto con dei trattamenti osteopatici sui neonati a cadenza settimanale con sedute di 30 minuti. Infine i bambini sono stati rivalutati dall’ostetrica per verificare eventuali cambiamenti, a distanza di qualche settimana. I risultati riscontrati sono stati i seguenti: 3 bambini su 11 erano migliorati del 100%, 2 del 90%, 3 per una percentuale compresa tra il 76% e il 78%, 1 del 66%. Due bambini avevano ottenuto dei miglioramenti, rispettivamente, del 33,3% e del 20%. Da ciò si è potuto affermare che il trattamento osteopatico abbia migliorato i problemi di suzione dei neonati presi in esame. I cambiamenti più evidenti in fase conclusiva di studio sono relativi alla postura e alla qualità della suzione dei piccoli. Da ciò si evince la profonda connessione che c’è tra struttura e funzione; trattando e riequilibrando la struttura dei neonati che presentavano restrizioni a livello di mobilità si è agito indirettamente sulla fisiologia della suzione che risultava migliorata.

Dott. Luca DENNI

 
 
 

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