OSTEOPATIA E CERVICALGIA
- Luca Denni
- 7 set 2020
- Tempo di lettura: 1 min

Il termine cervicalgia definisce un generico dolore al collo di intensità e durata variabile.
Si tratta di un disturbo muscolo-scheletrico estremamente diffuso tra la popolazione che se non adeguatamente trattato può ripresentarsi nel tempo e/o peggiorare.
La cervicalgia è uno stato infiammatorio della regione cervicale percepito come un dolore costante, di entità variabile, a livello del rachide cervicale.
Il collo è formato da sette vertebre cervicali le quali oltre a fornire sostegno, hanno funzione di flesso-estensione e rotazione del capo, da una struttura nervosa il cui compito è mandare e ricevere segnali a tutto il corpo e da strutture muscolari e vascolari.
Quando in questa regione si verifica una lesione che genera compressioni, possono verificarsi una serie di sintomi più o meno gravi come nausea, vertigini, dolore al collo, dolore alle spalle, parestesie agli arti superiori.
Il dolore può essere affiancato da sintomi secondari come tensione ed affaticamento muscolare, intorpidimento e formicolio localizzato, brachialgia, debolezza del braccio e della mano.
Tuttavia le cause scatenanti la cervicalgia possono essere particolarmente numerose ed eterogenee.
Per citarne qualcuna facciamo riferimento a sedentarietà, i colpi di freddo e postura scorretta.
La cervicalgia acuta può essere invece causata da colpo di frusta, ernie cervicali, ipercifosi dorsale, iperlordosi lombare, osteofiti, spondilosi e sport di potenza.
IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO
L’osteopata attraverso l’osservazione e la palpazione del collo e non solo, è in grado d’individuare e trattare disfunzioni alla causa della cervicalgia che possono essere fasciali, muscolari e osteoarticolari.
In generale l’osteopata agisce attraverso la palpazione individuando eventuali cause scatenanti.
Il trattamento osteopatico interviene per ridurre l’infiammazione cervicale e favorendo il ripristino della normale articolazione del collo.
LucaDENNI
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